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giovedì 17 novembre 2016

Il pianto greco (“La lingua geniale” di A. Marcolongo)


11 commenti:

  1. In ogni caso potresti segnalarmi i tuoi rilievi sul volume? Se non li ha pubblicato su un blog o su qualche luogo visite, potresti anche copia-incollarli qui. A mio parere ne vale la pena soprattutto perché, se la mia lettura è giusta, siamo davvero all'ultimo atto del greco antico a scuola, e quindi qualsiasi forma di "resistenza" da questo punto di vista mi pare auspicabile.

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    1. Si tratta di discorsi sparsi su FB, che non ho voglia di ricercare. :-D

      Qui trovi qualcosa (di serio): https://macaronea.wordpress.com/2017/01/26/greco-ragione-e-sentimento-andrea-marcolongo-la-lingua-geniale/

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    2. Ottimo, vado a leggere subito, grazie

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    3. Comunque, considera che è come sparare sulla Croce Rossa.

      Quello che proprio non capiamo è come mai tanti docenti italiani (non tutti, per fortuna) si siano esaltati (anzi, -e) per questo libro. Anzi, mi sa proprio che si capisce! :-D

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    4. Acciderbolina, mi ha pure linkato! "Alcune di tali questioni sono già state ottimamente discusse qui".
      Sono contento quando le donne apprezzano quello che scrivo, perché tutti dicono che sono un maschilista (infatti, in un commento a un altro post che poi ho cancellato, è stato insinuato che ho criticato la Marcolongo solo perché è donna!).

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    5. Guarda, la vera domanda è: «Chi ***** gliel'ha data la laurea?» :-D

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    6. Ecco, a proposito, visto che ne abbiamo parlato, non c'è da sottovalutare il fattore estetico. Sai com'è, i maschi sono ingenui... "Conosce anche il greco, io LA AMO!!!".
      Per quanto riguarda le donne, in effetti mi stupisce perché di solito sono molto severe nel giudicarsi a vicenda. Sarà che la figura diafana della Marcolongo magari ricorda quella compagna di banco timida che poi "ce l'ha fatta" e tu sei contenta per lei. Boh, non so. Vado finalmente a leggermi il pezzo che mi hai segnalato!

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    7. I gruppi di greco di FB dimostrano chiaramente perché molte donne (e anche molti uomini) apprezzano questo libro: poiché contiene esattamente TUTTI gli stereotipi sulla bellezza del greco, sulla superiorità del classico etc. etc.

      Sono gruppi insostenibili, ad alto tasso di glicemia!

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    8. Questo tipo di "mitizzazione" legata alla disciplina credo esista da sempre, anche se una volta effettivamente produceva risultati più esaltanti, non solo dal punto di vista culturale (vedi, per esempio, qui).

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  2. Io non entro nel merito di questa o quella pagina ma sul risultato finale che è, a mio parere, positivo.
    Sulle materie classiche ( latino e greco) si è abbattuta la maledizione della frase: " A cosa servono?" , intendendo: " Quanto denaro mi portano in tasca?" - Io che giro per le scuole medie per convincere a studiare un miserabile libretto di 19 pagine che dà le BASI del latino, sento a josa questa frase e mi sento distrutto. Quindi: ben venga la simpatica Andrea!

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    1. Salve, grazie per il commento, ma non è "questa o quella pagina" il problema: il libro contiene clamorosi strafalcioni, come ha dimostrato in modo ineccepibile Macaronea (le consiglio di leggere anche quella recensione).
      A mio parere, qualsiasi approccio "sentimentale" all'insegnamento del greco e latino è destinato a fallire, perché paradossalmente fa proprio il gioco di chi lo vorrebbe eliminare anche dal classico. E la "simpatica Andrea" (appunto!) purtroppo porta quasi esclusivamente argomenti sentimentali a sostegno della sua tesi (ho chiarito il mio punto qui, se le interessa: Il piagnisteo greco).
      Il fatto è che qualsiasi "trucco" si possa escogitare per "invogliare" i ragazzi a studiare il greco e latino è comunque utile solo in un contesto extra-scolastico, e non ha davvero troppo a che fare con la questione del loro semplice insegnamento (peraltro mi sorge il dubbio che lei abbia forse frainteso la domanda che le pongono gli studenti: non credo infatti che "A cosa servono?" si traduca automaticamente in "Quanto denaro mi portano in tasca?").
      Detto questo, la "simpatica Andrea" incolpa proprio i professori di aver reso il greco e latino così poco attraenti! Dunque, sostanzialmente, sta contestando proprio lei, non se n'è accorto? Certo, Formosa facies muta commendatio est: la fanciulla è di dolce aspetto, non lo nego, ma non sono sicuro che puntare tutto sull'incipiente pubertà dei discenti sia una mossa lungimirante.

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